• Dalla Regione stop a indennizzi COVID, 44 ospedali AIOP ER a rischio: provvedimento illegittimo, chiesto incontro urgente con il presidente De Pascale

    COMUNICATO STAMPA

    La Regione ER cancella indennizzi e ristori per la Sanità Privata Accreditata. A rischio la tenuta del sistema sanitario regionale.
    AIOP ER: “provvedimento inaspettato ed illegittimo e chiede un incontro urgente al Presidente regionale De Pascale

    Stop al riconoscimento di indennizzi/ristori erogati dalla Regione Emilia-Romagna sotto forma di acconti nell’anno 2020 alle strutture private accreditate.
    La notizia, inaspettata, è arrivata nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso lunedì 21 luglio nella sede della Regione tra i vertici AIOP Emilia-Romagna, l’associazione che aggrega oltre 40 strutture ospedaliere private accreditate da Rimini a Piacenza, l’Assessore Regionale Massimo Fabi e il Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità Lorenzo Broccoli.
    In quella sede è stato comunicato all’AIOP di voler revocare in autotutela la delibera di Giunta Regionale n.2133 dell’11.11.2024, relativa alla chiusura del periodo pandemico Covid.
    Delibera che stabiliva le procedure applicative della precedente delibera di GR n.344/2020 per il calcolo delle indennità e dei ristori spettanti, comprese le modalità di restituzione delle eventuali differenze in favore delle varie AUSL, anche mediante prestazioni gratuite in un arco temporale di 3 anni, secondo le necessità territoriali di queste ultime.

    Periodo nel quale, a fronte di un preciso accordo contrattuale datato 20.03.2020 a firma del Presidente Bonaccini, poi trasfuso della delibera GR n.344/2020, veniva richiesto alle strutture sanitarie private accreditate di restare aperte ed in piena efficienza, senza utilizzare la cassa integrazione, a disposizione dell’emergenza pubblica, attesi i provvedimenti specifici di blocco dell’attività in elezione e della mobilità dei cittadini emanati dall’Autorità Pubblica preposta all’emergenza.
    Per tale disponibilità, era stato quindi contrattualmente previsto di erogare un acconto pari all’80% della differenza tra quanto effettivamente fatturato nei mesi in questione e la media mensile di quanto fatturato nel 2019; in sostanza, la mera copertura dei costi di gestione delle strutture private accreditate, a fronte della forzata apertura e nell’impossibilità di poter erogare prestazioni, al di là di quelle poche strettamente consentite.
    La Regione comunica ufficialmente di non voler riconoscere nulla per il periodo pandemico e di voler procedere alla richiesta di rimborso delle somme a suo tempo erogate.
    “Quanto comunicato dalla Regione rappresenta un approccio del tutto inaspettato ed illegittimo dei vertici sanitari dell’Emilia-Romagna, che mette a repentaglio l’intero sistema sanitario regionale e compromette l’affidamento giuridico e sostanziale dei rapporti di collaborazione in essere fra Regione e Strutture Private Accreditate e di conseguenza la sostenibilità del servizio integrato pubblico/privato per la copertura dei bisogni di salute dei cittadini” – si legge nella nota stampa dell’AIOP Emilia-Romagna.
    Le strutture private accreditate AIOP rappresentano una risorsa insostituibile per la tenuta del servizio sanitario regionale; a fronte dell’utilizzo di soli 360 milioni di euro della voce Sanità del bilancio annuale regionale pari ad oltre 10 miliardi di euro, i 44 ospedali AIOP ER coprono circa il 25% del totale delle prestazioni ospedaliere ed ambulatoriali erogate ai cittadini residenti in regione.
    Altre regioni come Lombardia e Piemonte hanno da tempo definito le vicende legate al periodo pandemico, riconoscendo alle strutture private accreditate i giusti indennizzi ed i meritati ristori, per l’attività e per la disponibilità delle stesse durante il periodo emergenziale.

    L’AIOP Emilia-Romagna ritiene opportuno portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica e di tutti gli operatori economici del settore, dichiarando fin d’ora che tutte le oltre 40 strutture private accreditate interessate dalla vicenda, si opporranno con forza alle illegittime pretese restitutorie inaspettatamente avanzate dalla Regione Emilia-Romagna.
    Ciò a salvaguardia dell’intero comparto, composto di oltre 8.800 dipendenti e di oltre 2.500 medici liberi professionisti, che quotidianamente, con impegno e dedizione, svolgono la loro attività al servizio dei pazienti e dei loro famigliari.
    L’associazione regionale dell’ospedalità privata accreditata, guidata dal presidente Avv. Cesare Salvi, confida, pertanto, in un intervento del Presidente della Regione Michele De Pascale, al quale è già stato richiesto un appuntamento urgente.

  • INTERACT – Approccio Intersezionale per Combattere la Senza Dimora tra le Donne

    Codice progetto: 101172611

    Il progetto è co-finanziato dal programma European Social Fund Plus (ESF+) dell’Unione Europea.

    Durata del progetto: 1 ottobre 2024 – 30 settembre 2027 (36 mesi).

    Coordinatore di progetto:
    Syndesmos Melon Gynaikeion Somateion Irakleioy Kai Nomoy Irakleioy – UWAH (Grecia)
    Contatti: projects@kakopoiisi.gr  

    Partner:
    – KRITI – RoC (Grecia)
    – Dimos Palaio Faliro – MPF (Grecia)
    – Haskoli Islands – UI (Islanda)
    – Rotin felagasamtok – ROTIN (Islanda)
    – Associazione Mondodonna Onlus – MD (Italia)
    – Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Città di Bologna – ASP (Italia)
    – Cooperativa Sociale Società Dolce (Italia)
    – Hochschule für Technik Wirtschaft und Kultur Leipzig (HTWK LEIPZIG) (Germania)
    – Ares do Pinhal Associação de Recuperação de Toxicodependentes – ADP (Portogallo)
    – Direcția de Asistență Socială și Medicală – DASM (Romania)


    Obiettivo generale del progetto:
    Favorire l’implementazione strutturata delle varie azioni inerenti alle molteplici vulnerabilità di donne senza dimora o di donne che vivono in condizioni di precarietà (violenza da partner intimo, abuso problematico di sostanze, difficoltà di salute mentale), introducendo una prospettiva maggiormente integrata per affrontare le cause di situazioni di homelessness.

     

    Obiettivi specifici del progetto:

    • Offrire una soluzione sostenibile al problema delle senza dimora attraverso una rete di supporto multidisciplinare che favorisca un cambiamento positivo per le donne in situazioni di vulnerabilità.
    • Promuovere e integrare un approccio informato sul trauma, garantendo che i servizi e gli interventi di supporto siano attenti alle diverse e spesso traumatiche esperienze delle donne senza dimora o in condizioni di vulnerabilità.
    • Promuovere l’intersezionalità come approccio ai problemi delle senza dimora considerando questo approccio efficace in qualsiasi intervento di tipo sociale.
    • Prevenire la condizione delle donne senza dimora offrendo un programma di sostegno utile a ridurre al minimo il rischio di esposizione alla violenza.

     

    Gruppi target del progetto:  

    1. Donne senza dimora o che vivono condizioni di precarietà e vulnerabilità multiple
    2. Stakeholder coinvolti nel campo della grave emarginazione adulta, abuso problematico di sostanze (PSU), violenza da partner (IPV) e supporto sociale in generale.
    3. Decision-makers o responsabili delle politiche sociali.
    4. Grande pubblico come gruppo target indiretto.

     

    Principali risultati attesi:
    – Creazione e sperimentazione di un modello di intervento (basato su una metodologia intersezionale) che includa misure specifiche per donne senza dimora o che vivono in condizioni di precarietà, con problematiche di PSU, IPV e salute mentale in modo sensibile al trauma e al genere.
    – Numero di donne sena dimora o in condizioni precarie che accedono al programma: (valore base: 200 / obiettivo: 400)
    –  Numero di donne senza dimora o in condizioni precarie che completano il programma: (valore base: 100 / obiettivo: 200)
    – Progettazione di materiali formativi adattati ai bisogni degli stakeholder sui temi seguenti: intersezionalità, assistenza orientata a una metodologia informata sul trauma, riduzione del danno e sulla limitazione dei rischi, collaborazione tra soggetti dalle competenze e campi di azione diversi.
    – Formazione per un totale di 300 professionisti (valore base: 150) nei vari ambiti del progetto.
    – Numero di organizzazioni stakeholder coinvolte: (valore base: 30 / obiettivo: 60)
    – Attività di comunicazione e advocacy che raggiungano fra le 5mila e le 10mila persone con 60 incontri di advocacy;
    – Raccomandazioni politiche e linee guida che raccolgano i risultati dell’intervento

     

    Budget totale: 4.330.843,19 euro, con un contributo massimo dell’UE di 3.897.758,89 euro (90%).


    “Finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse sono esclusivamente quelle dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione Europea o della Commissione Europea. Né l’Unione Europea né l’autorità concedente possono essere ritenute responsabili.”

  • Non Profit Digital Leaders: Società Dolce partecipa al progetto per la trasformazione digitale del Terzo Settore italiano

    Promosso da TechSoup Italia – SocialTechno e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, attraverso l’approccio “Train the Trainers” intende accompagnare le organizzazioni non profit al raggiungimento della maturità digitale. Prevista l’erogazione di oltre 100.000 ore di formazione a più di 5.000 operatori e volontari.


    Milano, 12 maggio 2025 – Rafforzare le competenze digitali nelle organizzazioni del Terzo Settore italiano, formando figure capaci di promuovere la cultura digitale e guidare percorsi di innovazione all’interno delle realtà non profit. È questo l’obiettivo di Non Profit Digital Leaders, progetto promosso da TechSoup Italia – SocialTechno Impresa Sociale selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale nell’ambito del bando Digitale Sociale. Il progetto, a cui parteciperà anche Cooperativa Sociale Società Dolce, nasce per rispondere a uno dei principali nodi critici che limitano l’adozione di strumenti e processi digitali nel non profit italiano: la carenza di competenze digitali adeguate e contestualizzate. Attraverso un approccio formativo personalizzato e basato sulle esigenze specifiche delle organizzazioni partner, Non Profit Digital Leaders mira a generare una trasformazione digitale capillare e sostenibile.

    Un approccio “Train the Trainers” per generare impatto diffuso

    Cuore del progetto è l’approccio “Train the Trainers”, che prevede la formazione intensiva di 73 Digital Leaders: persone individuate all’interno delle organizzazioni coinvolte che riceveranno una preparazione mirata per poi attivare percorsi formativi rivolti a dipendenti e volontari delle rispettive realtà. L’obiettivo è duplice: da un lato, colmare il gap di competenze digitali a livello individuale; dall’altro, diffondere l’adozione di strumenti e processi digitali, aumentando efficienza operativa e impatto sociale delle realtà in cui operano. In totale Non Profit Digital Leaders intende formare oltre 5.000 persone che garantiranno alle proprie organizzazioni il raggiungimento di una maturità digitale fondamentale per affrontare tante sfide che si parano loro davanti. Società Dolce è una delle 13 organizzazioni coinvolte nel progetto, che permetterà a XXX operatori della cooperativa sociale di accedere ai percorsi formativi personalizzati sul digitale previsti da Non Profit Digital Leaders e di attivare comunità di apprendimento all’interno dell’organizzazione.

    Un ecosistema digitale che erogherà oltre 100.000 ore di formazione

    Il progetto sarà realizzato grazie alla creazione di un apposito Ambiente digitale integrato che includerà una piattaforma online per l’erogazione della formazione, un sistema di monitoraggio della partecipazione e uno strumento dedicato per la misurazione della maturità digitale, sviluppato in collaborazione con l’Università di Firenze. A completamento del percorso, le competenze acquisite saranno certificate da IFOA, con il rilascio di attestati ufficiali. Nel dettaglio, Non profit Digital Leaders intende garantire l’erogazione di oltre 100.000 ore di formazione fruibili (anche) in asincrono attraverso un catalogo formativo con oltre 80 moduli online, la progettazione di percorsi personalizzati per le singole organizzazioni e l’attivazione di una comunità di pratica tra Digital Leaders, accompagnata dagli esperti di Tebat.

    Un ampio partenariato per un impatto condiviso e certificato

    Non Profit Digital Leaders è realizzato da SocialTechno con il contributo di 13 partner attivi nel mondo della formazione, della cooperazione sociale e della comunicazione. Tra questi, Percorsi di secondo welfare, Laboratorio dell’Università degli Studi di Milano che curerà la comunicazione istituzionale e la diffusione dei risultati, e IFOA – Centro di Formazione, che si occuperà della certificazione delle competenze digitali.

    Gli altri partner del progetto che godranno percorso formativo oltre a Cooperativa Sociale Società Dolce sono: Agorà Soc. Coop. Sociale, Altri Colori Cooperativa Sociale Onlus, Associazione Internazionale NEW HUMANITY ETS, Cooperativa Sociale Società Dolce, Cooperativa Sociale Spazi Nuovi, EQUA Cooperativa Sociale, Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus, Il Faro Società Cooperativa Sociale, La Nuvola Società Cooperativa Sociale, SEACOOP Società Cooperativa Sociale, UISP – Unione Italiana Sport per Tutti.

    Con Non Profit Digital Leaders, il Terzo Settore avrà la possibilità di compiere un salto di qualità nella trasformazione digitale, valorizzando le persone e costruendo un futuro più innovativo e inclusivo.


    SocialTechno Impresa Sociale srl è un’impresa sociale nata nel 2014 per affiancare il Terzo Settore nel potenziare il proprio impatto sociale attraverso il digitale. Con una community di oltre 29.000 Enti di Terzo Settore, SocialTechno è una Non Profit a servizio del Non Profit, che guida la trasformazione digitale delle organizzazioni adottando  un approccio rigoroso in cui l’ascolto delle persone, l’implementazione di soluzioni tecnologiche e l’analisi e l’ottimizzazione dei processi sono elementi interconnessi. L’offerta di SocialTechno parte dalla sostenibilità dell’adozione di tecnologia, con prodotti software in donazione o a prezzo scontato attraverso il programma TechSoup e hardware ricondizionato di alta fascia, a cui si affiancano la formazione sul digitale, la consulenza operativa e strategica su applicazioni, IT, automazione dei processi, e un catalogo di prodotti digitali sviluppati ad hoc per il Non Profit per rendere più efficiente l’operatività delle organizzazioni e amplificare il loro impatto sociale.

    Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

  • Rapporti Corti al partner meeting del progetto Interreg Europe RESEES

    Martedì 18 marzo si è tenuto a Bologna, presso La Tìz – un’osteria sociale immersa nel verde e gestita dalla Cooperativa Sociale It2 per favorire l’inclusione lavorativa di persone con fragilità – un partner meeting nell’ambito del progetto Interreg Europe RESEES – Reinforce Regional Social Economy Ecosystems and Stakeholders’ Capacity.

    Il progetto, guidato dalla Regione Navarra (Spagna), ha l’obiettivo di rafforzare gli ecosistemi dell’economia sociale regionale e le competenze degli stakeholder. Tra i partner figura ART-ER, società consortile della Regione Emilia-Romagna dedicata alla crescita sostenibile regionale, insieme ad altre sette organizzazioni europee attive nel settore dell’economia sociale nelle sei regioni aderenti: Navarra, Emilia-Romagna, Lapponia, Murcia, Maribor e Nouvelle Aquitaine.

    L’incontro ha suscitato grande interesse tra i partecipanti, grazie a interventi focalizzati su progetti e buone pratiche di economia sociale in Emilia-Romagna.

    Tra i casi illustrati, con un focus su monitoraggio e valutazione d’impatto sociale, il progetto Rapporti Corti, promosso dalla Cooperativa Sociale Società Dolce e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. La presentazione è stata curata da Caterina Segata, Responsabile dell’area educativa di Società Dolce e responsabile del progetto, e Annarita Musacchio, Coordinatrice della gestione dei servizi finanziati di Società Dolce.

    Rapporti Corti proponeva un modello di intervento socioeducativo a favore di minori dai 3 ai 14 anni e dei loro nuclei familiari che vivevano in condizioni di fragilità nelle Corti del Quartiere Navile di Bologna. Particolare attenzione è stata dedicata ai primi – già positivi – risultati della valutazione d’impatto ancora in corso, in linea con gli obiettivi del progetto: migliorare il benessere dei minori beneficiari e dei loro nuclei familiari.

    L’incontro ha evidenziato il ruolo centrale della misurazione dell’impatto sociale come strumento per rafforzare la sostenibilità e l’efficacia dei progetti di economia sociale. Un tema chiave per le politiche regionali e per il consolidamento delle reti di supporto nei territori coinvolti.

  • 2025-2026 Iscrizione nidi Bologna – posti calmierati

    Le iscrizioni per i posti privati a retta calmierata del Comune di Bologna nei nidi d’infanzia Le Ali di Alice, Filonido e Marameo per l’anno educativo 2025 – 2026, sono aperte dalle ore 10 del primo giorno di apertura del bando comunale a tutto il 12 marzo 2025.
    Tutte le informazioni sono rese pubbliche nella rete civica iperbole del Comune di Bologna a questa pagina .
    In concomitanza con il periodo di apertura del bando comunale sono organizzati gli open day presso le strutture e gli incontri nei quartieri rivolti alle famiglie interessate.
    Per poter presentare una domanda di iscrizione è attivo un modulo on line al seguente link https://forms.office.com/e/QHmyC7ePBf

    Al termine della raccolta sarà comunicato l’esito della graduatoria per l’assegnazione dei posti.
    Le richieste di iscrizione pervenute oltre i termini stabiliti sono ordinate in ordine cronologico.
    La graduatoria ha validità fino al 30 giugno 2025. Dal 1 luglio 2025 i posti vacanti possono essere coperti senza rispettare l’ordinamento delle domande.

    Per visionare il regolamento e i criteri di ordinamento specifici clicca qui .
    Per informazioni: 3371177466 – infanzia@societadolce.it

  • Workshop “Stimolazione cognitiva e fisica nella cura della demenza: una sinergia tra sanità e sociale”

    Un incontro per guardare al futuro dell’assistenza alle persone con demenza e Alzheimer
    Il 28 novembre si è tenuto il workshop “Stimolazione cognitiva e fisica nella cura della demenza: sinergie tra sanità e sociale”, un momento di confronto dedicato a uno dei temi più rilevanti per la nostra società: il miglioramento della qualità della vita per le persone affette da disturbi cognitivi come la demenza senile e l’Alzheimer.
    Organizzato nell’ambito del Forum della Non Autosufficienza, da Società Dolce e Giovani nel Tempo, l’evento ha riunito professionisti e rappresentanti del settore sociale e sanitario, per riflettere insieme su come un approccio integrato possa favorire interventi più efficaci e centrati sui bisogni delle persone.

    Una sinergia tra settori per rispondere a sfide complesse
    La demenza e l’Alzheimer rappresentano sfide multidimensionali che non riguardano solo l’aspetto clinico, ma investono profondamente il contesto psicologico, sociale ed economico in cui vivono i pazienti e le loro famiglie. Durante il workshop, è stato sottolineato come il solo trattamento dei sintomi non basti: occorre una visione d’insieme che includa il supporto emotivo, relazionale e comunitario.
    Protagonista della giornata è stata la stimolazione cognitiva e fisica, una metodologia che negli ultimi anni ha dimostrato di essere una risorsa cruciale per rallentare il declino delle capacità cognitive, preservare quelle residue e migliorare la qualità della vita delle persone con demenza.

    Le tecnologie a servizio della cura
    Un altro tema centrale è stato il ruolo delle tecnologie moderne nell’amplificare l’efficacia degli interventi. Applicazioni per la stimolazione cognitiva, realtà virtuale e aumentata, software di riabilitazione e dispositivi di monitoraggio stanno cambiando il modo di fare assistenza. Grazie a queste soluzioni, le attività di stimolazione – dalla memoria al ragionamento – possono essere personalizzate e rese più coinvolgenti, migliorando l’autonomia e il benessere dei pazienti.
    Ma le tecnologie non sono solo strumenti per la riabilitazione individuale: diventano fondamentali anche per costruire una rete integrata tra i professionisti del settore sanitario e sociale, garantendo continuità e flessibilità nella cura.

    Un approccio umano e integrato
    La vera sfida, emersa dagli interventi degli esperti, è quella di mettere la persona al centro, creando un sistema in cui i servizi sanitari e sociali lavorino insieme. Non si tratta solo di fornire assistenza, ma di restituire dignità e significato alla quotidianità di chi vive con queste patologie.
    L’obiettivo non è solo prolungare la vita, ma renderla più piena, offrendo alle persone la possibilità di partecipare attivamente alla propria comunità.
    Il workshop è stato anche un’occasione per condividere esperienze pratiche e modelli di intervento innovativi. Gli interventi hanno mostrato come sia possibile costruire un sistema di cura che combini tecnologie avanzate e un approccio umano, garantendo al contempo la sostenibilità dei servizi.
    Grazie al contributo dei relatori e alla partecipazione attiva dei professionisti presenti, l’evento ha aperto nuove prospettive per migliorare l’assistenza e il sostegno alle persone affette da demenza e Alzheimer.

    Un passo verso un futuro più inclusivo
    L’incontro si è concluso con un auspicio comune: costruire un sistema di cura che non solo risponda ai bisogni clinici, ma valorizzi la persona e il suo contesto, lavorando per una società più inclusiva e solidale.
    A chiudere i lavori, l’intervento di Sara Saltarelli, responsabile servizi sanitari di Società Dolce, che ha sintetizzato lo spirito del workshop con una riflessione profonda: “Non parlare solo di cura, ma prendersi cura. Società Dolce, da sempre impegnata nell’integrazione tra sanità e sociale, continuerà a sostenere progetti e iniziative che promuovano un approccio multidisciplinare e innovativo, per garantire dignità e qualità della vita a chi affronta queste sfide.”

  • la teleriabilitazione di Società Dolce in SDA Bocconi di Milano

    Il progetto di teleriabilitazione condotto dai professionisti di Spazio Salute di Bologna, CAR di Società Dolce, è stato tra i quattro scelti e presentati all’incontro “Tecnologie digitali nella LTC: casi di innovazione a confronto”, che si è tenuto il giorno 8 ottobre 2024 presso l’Auditorium di SDA Bocconi, a Milano.

    Presenti il presidente della cooperativa, Pietro Segata e la responsabile del settore sanitario, Sara Saltarelli, l’attività è stata presentata alla platea di esperti ed enti pubblici, tra i quali anche la Regione Emilia Romagna, dal fisioterapista e osteopata Sergio Criseo.

    Quello della teleriabilitazione è un ambito estremamente interessante, in particolare se rivolto a persone anziane o con patologie croniche, poiché limita gli spostamenti e incrementa il numero di sedute, pur mantenendo la qualità, l’efficienza e il monitoraggio del fisioterapista e del fisiatra.

    Un’attività che gli studi presentati hanno dimostrato essere molto gradita dai pazienti e che ha dato ottimi risultati.

  • 30 anni di Vita: Noi come vivremo?

    Il giornale VITA (www.vita.it) ha festeggiato lo scorso ottobre i suoi primi 30 anni, con una due giorni ricca di appuntamenti presso la Fabbrica del Vapore di Milano.

    Noi, come vivremo? È il titolo dell’evento, una domanda che oggi il non profi si pone, poiché è il vero depositario di saperi e di vissuti che toccano tutti gli ambiti del vivere, dall’economia ai rapporti sociali, dall’ambiente all’educazione, dalla salute al tempo libero. Le sessioni tematiche hanno riunito esperti di ogni ambito, per capire come ridisegnare i comportamenti e le scelte di vita, per garantire il diritto a un futuro giusto e sostenibile per le nuove generazioni.

    Nella mattina di venerdì 25 ottobre il presidente di Società Dolce, Pietro Segata, ha partecipato all’incontro sugli approcci da adottare per una più efficace azione a contrasto delle disuguaglianze in un confronto tra Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, i rappresentanti di Intesa Sanpaolo per il Sociale, e le principali organizzazioni italiane del Terzo settore che compongono il Comitato Editoriale di VITA.

  • Società Dolce con la Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche

    Società Dolce, nella persona del presidente Pietro Segata e della responsabile servizi sanitari Sara Saltarelli, ha partecipato all’evento di raccolta fondi a sostegno della Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche.

    Un appuntamento al Battirame, con numerosi cittadini, ex pazienti e istituzioni, tra cui l’assessore comunale Luca Rizzo Nervo e l’assessore regionale Raffaele Donini.

    Società Dolce intende infatti appoggiare e partecipare al progetto Bellaria Research Center (BRC), proponendo la continuità di presa in carico presso il domicilio, con professionisti della riabilitazione di Spazio Salute, ma anche con la teleriabilitazione, attraverso metodologie, strumentazioni e protocolli valutati e integrati col BRC.

    “Reputiamo molto interessante – ha detto Segata – al fine dell’ottimizzazione delle prestazioni, una collaborazione tra laboratori di ricerca: il laboratorio Salute di Società Dolce, impegnato nello studio e nell’evoluzione di buone prassi sulle nuove tecnologie e il laboratorio di teleriabilitazione del Bellaria Research Center. Il nostro obbiettivo è di posizionare Società Dolce e la sua comprovata ed eccellente esperienza in ambito riabilitativo, certificata con l’assegnazione dell’accreditamento sanitario internazionale Accreditation Canada, non come semplice erogatore di prestazioni, ma soggetti capaci di definire percorsi di cura e di portare una visione completa della presa in carico e della filiera dei servizi”.

  • MeetUP Lipio, Lab Intersettoriale per l’Innovazione Organizzativa

    Nel 2024 il valore della produzione di Società Dolce sfiorerà i 120 milioni di euro, ma all’orgoglio per un risultato straordinario si affianca la preoccupazione di un futuro afflitto dalla mancanza di risorse umane necessarie a rispondere ai bisogni di cura di una società che invecchia. Una realtà purtroppo condivisa con le altre realtà del settore, ma anche con l’ente pubblico.

    Pare che il lavoro nel sociale non sia accattivante per i giovani che si avvicinano ad una professione e che frequentemente non si riesca a tenere alta la motivazione, portando alcuni a scegliere altri percorsi, anche dopo anni di esperienza nel settore.

    Per affrontare le sfide sempre più complesse di un futuro ormai vicinissimo, Società Dolce lo scorso ottobre ha riunito i suoi oltre 100 coordinatori e coordinatrici di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, dedicando loro l’evento organizzato insieme all’ente di formazione Seneca e a Seneca Job,  MeetUP Lipio, il Laboratorio Intersettoriale per l’Innovazione Organizzativa, per la costruzione di una vision aziendale sulle risorse umane trasversale, intersettoriale, unica ed innovativa e costruire una comunità professionale solida e adattiva alla velocità dei cambiamenti sociali ed economici.

    I punti trattati? La motivazione e la performance, per un coinvolgimento di chi lavora nella cooperativa, allineandosi agli obbiettivi strategici. La competitività sul mercato del lavoro, dove per essere attrattivi, occorre reputazione, visibilità e un’ottimizzazione della ricerca di risorse qualificate.

    Un primo importante passo, per rendere l’ambiente di lavoro accogliente, consapevole, gratificante, motivante e per trovare insieme percorsi innovativi di reclutamento e gestione delle risorse umane.